
Filosofia del Neuro-Training 2
Il cervello: il problema o la soluzione?
NEURO-TRAINING PHILOSOPHY

Il neuro-training e il cervello
Il problema o la soluzione?
Il cervello lascia ancora molte domande senza risposta per gli scienziati di oggi.
Le teorie sul cervello cambiano man mano che vengono scoperte nuove informazioni sulle sue funzioni. Nonostante tutta l’attenzione rivolta al funzionamento del cervello, ci sono ancora aspetti fondamentali che offuscano la comprensione che cerchiamo.
Il neuro-training ha scoperto diversi modi per influenzare il cervello e le sue funzioni.
Grazie ai risultati ottenuti con le tecniche di neuro-training, vediamo come il cervello cerchi di funzionare in diverse situazioni, il che porta poi ai diversi comportamenti che osserviamo quotidianamente nella nostra vita. Di seguito viene fornita una semplice descrizione dei principi secondo cui il cervello funziona in uno dei tanti contesti diversi della vita, più precisamente in condizioni di stress.
La parola STRESS non è una descrizione precisa di ciò che accade nel cervello o in noi. Una descrizione migliore sarebbe DISTRESS (disperazione). Questa è la nostra reazione allo stress, piuttosto che lo stress stesso. Siamo in grado di funzionare anche sotto stress.
Lo stress significa semplicemente sfide nella vita che ci spingono ad agire.
Il cambiamento nel cervello causato da una reazione di distress può facilmente diventare una reazione abituale e portare quindi al perpetuarsi di schemi comportamentali che forse non ci piacciono o che non vorremmo avere.
In che modo lo stress ci influenza?
Con le minacce percepite sempre più numerose nella nostra vita, ci stiamo letteralmente abituando a rimanere in questo schema di reazione allo stress. Più diventiamo bravi in questo, più facilmente cadiamo nell’ABITUDINE di rimanere COSTANTEMENTE in una reazione difensiva. Siamo intrappolati nei meccanismi di lotta o fuga.
E non siamo più in grado di coordinare nemmeno i compiti più semplici.
A volte dobbiamo rileggere più volte un testo per comprenderne il significato. Talvolta definito dislessia, tutti noi sperimentiamo di tanto in tanto questo tipo di difficoltà. Lo chiamiamo stanchezza, il che è vero, ma «stanchezza cerebrale» sarebbe il termine più preciso.
Cosa possiamo fare per contrastarlo?
Il segreto sta in due metodi.
1. Allenare il cervello in modo che non ricada per abitudine in questa reazione di difesa o di resistenza (distress).
2. Far affluire il sangue nelle aree che, per mancanza di sostanze nutritive, sono letteralmente affamate.
Fortunatamente questi metodi si rafforzano a vicenda e possono essere messi in pratica parallelamente. Il sangue raggiunge ogni parte del corpo non appena questa viene toccata. Quindi, se vogliamo che i nostri lobi frontali vengano nuovamente irrorati di sangue, ci tocchiamo la fronte. Se invece vogliamo attivare le due aree posteriori del cervello, ci tocchiamo la nuca.
Questo stimola l’afflusso di sangue a queste due aree e ne garantisce un miglior funzionamento, consentendo di trovare una soluzione più adeguata alla minaccia.
